Casanova.

31 Ottobre, 2006

Sì, lui, la risposta italiana (sbagliata) a David Copperfield ce l’ha fatta. E’ riuscito ad uscire dalla pagoda della morte. Questo mago del cazzo c’è riuscito. La testimonianza vivente che sbagliando si crea la fama e si fanno i soldi è stato visto da milioni di telespettatori: altri tanti soldi quindi si prospettano. Che invidia, il mondo è pieno di cazzoni che fanno la pecunia dicendo/facendo stronzate. Voglio anch’io!

Cortometraggio.

29 Ottobre, 2006

 

Da sempre un mio sogno è quello di fare l’attore/regista di film, meglio se cortometraggi. Infatti sono a Scienze della Comunicazione soprattutto per questo; devo dire che ho trovato nei miei redattori anche una crew pressocchè valida per dare vita ai miei pensieri sottoforma di cortometraggi autoprodotti a costo zero. Perché son sempre più convinto che non servano risorse eccessive per fare qualcosa di carino, basta l’inventiva e la buona volontà dei partecipanti.

Dunque annuncio che a breve registreremo qualcosina, proporrò delle mini sceneggiature che mi girano in testa negli ultimi tempi, e il risultato verrà trasmesso in aula Loredan A, al più presto.

Per un pugno di libri.

29 Ottobre, 2006

Sto parlando ovviamente del programma di Raitre con Neri Marcorè che fa da conduttore. Lui mi fa ridere come pochi quando imita Fassino, quindi vederlo serio gli dà quest’aura da intellettuale che non guasta affatto alla sua immagine. Insomma, questo programma di un’oretta circa, va in onda la domenica ed è una delle poche fiammelle di cultura della televisione italiana. Vengono invitate due classi di istituti superiori italiani, capeggiate dai professori di letterattura, le quali si danno battaglia sul mondo dei libri. Veramente interessante pure se non ci sono donne mezze nude dalle tette giganti che vengono inquadrate ogni secondo.
Ho sempre pensato alla televisione, per via dei niei trascorsi con essa, come una scatola magica capace di eliminare l’ignoranza dalla faccia della terra, ma col passare degli anni mi sto ricredendo. La cultura è pochissima, e i pochi validi capaci di fare televisione e soprattutto di dire la verità così com’è, senza mezzi termini, vengono imbavagliati. Come se non bastasse nessuno fa niente per evitare queste cose. Proprio vero che l’Italia è marcia dall’interno. Come le fondamenta di una casa di legno: sembra bella in apparenza, ma sotto sotto è sul punto di crollare a pezzi. E a fare televisione, o meglio, a decidere cosa fare in televisione sono quelli del ‘68.

Al giorno d’oggi è dura trovare dei redattori fidati, sapete. Tu gli prometti la gloria e la vita eterna e loro non ti inviano nemmeno degli articoli del cazzo così da mandare in stampa finalmente il numero di novembre che con tanta fatica hai messo su. Eh, ma stavolta mi sentono, quei bastardi. Ho intenzione di fargli una bella sorpresa: rubo la loro bambola gonfiabile e gliela faccio esplodere davanti agli occhi. Soffriranno tantissimo perché hanno speso le paghette di tre mesi interi per comprarla, ma se la sono cercata, stronzi.

Intanto sono già pronte 11 pagine della rivista, anzi, 10.5 a dire il vero, pertanto aspettiamo le altre 3.5 per poter concludere quest’avventura e stare in pace godendoci i frutti del duro lavoro che abbiamo fatto. Siamo comunque in linea coi tempi, solo che dovrei iniziare a mettere delle scadenze finte così la roba me la inviano prima!

Una nuova storia avvincente a puntate vi farà compagnia presto sulle pagine de Il Loggione: ambientata nel carcere di San Pio parla di tre ragazzi come tanti, con la sola sfortuna di esser stati presi.

Ecco a voi in ordine Goran, Caloggero e Martin che vi accompagneranno in L’importante è uscire.

Tra un’ora di Cinema e l’altra, si faranno le mini riunioni per decidere gli ultimi sviluppi, mica ci possiamo perdere le interessantissime proiezioni del professore!
E’ già confermato che ci sarà il sondaggio dell’Arjuna, un sondaggio super segreto che la professoressa custodiva gelosamente: ebbene noi ne siamo venuti in possesso e lo proponiamo a tutti. Restate sintonizzati, e ne saprete delle belle.

Siamo oramai a tre quarti dell’opera, mancano gli ultimi articoli e i ritocchi finali per mostrare al mondo il numero uno della rivista, quello ufficiale, dopo una burrascosa presentazione del numero zero che ha creato bufera in facoltà.
Ci teniamo che tutto sia perfetto per cui si fanno le cose con calma, per poi, verso i primi di novembre, uscire con grande scalpore. Entro questo weekend, comunque, dovremmo aver terminato: e chi l’avrebbe mai detto che occuparsi di una rivista sarebbe stato così faticoso? Certo, le bestemmie per la stanchezza non mancano, ma nemmeno le soddisfazioni, le quali ripagano di tutto.
E’ in vista anche la collaborazione col sito ufficiale della facoltà di Scienze della Comunicazione, al quale chiederemo di ospitare una piccola recensione che ci riguarda: crediamo di meritarcelo. A breve comunicheremo la data di distribuzione in facoltà e ci sarà festa grande con alcool a fiumi: siete tutti invitati.

L’ispirazione.

24 Ottobre, 2006

Per avere l’ispirazione bisogna saper ridere. E per saper ridere bisogna trovare delle cose per cui poterlo fare. Ogni volta che sono triste accendo la tv e metto sul Tg4, così inizio a sganasciarmi come un idiota guardando il grado di degrado del giornalismo italiano. Poi mi viene da prendere per il culo il giornalismo in generale, partendo da Emilio Fede per arrivare a Giuliano Ferrara facendo una piccola sosta per quel vivaio di coglioni che è Studio Aperto. Dove sono le mine antiuomo quando ne hai bisogno?

E così, ridendo su tematiche per le quali bisognerebbe piangere a dirotto, riesco a mantenere la mia sanità mentale entro limiti accettabili. Ridere fa bene, fa bene al fegato e all’organismo in generale, ma soprattutto al cervello, che controlla tutto il resto. Per stare bene con se stessi bisognerebbe ridere di più e di gusto, anche su cose che molti reputano serie. Solamente così si può esorcizzare il male che colpisce la mente e riversa sugli altri le frustrazioni delle quali siamo pregni facendoci apparire degli stronzi. Io ho deciso di ridere perchè ho visto dove portano entrambe le strade che si posson percorrere, e mi piace di più questa, il paesaggio è più allegro.

Per via di tutto questo, e per via della mia voglia innata di comunicare, è nata l’idea del giornalino di facoltà che spero possa presto imparare a camminare con le proprie gambe, al riparo dai frustrati che incontrerà per la sua via.

Ricordo ancora a tutti che, per qualsiasi informazione, possono scrivere a loggioneonline@libero.it.

E così, come preannunciato, abbiamo migrato verso una nuova piattaforma decisamente migliore. Offre davvero tante possibilità in più, e crediamo di aver trovato finalmente un bel posto per dire le nostre stronzate.
Ricordo a tutti che ill Numero Zero della rivista è scaricabile cliccando qui per la versione Word e qui per la versione Acrobat Reader.