Notizia Ansa: la camera dei Rappresentanti americana ha approvato la legge per l’assistenza medica gratuita ai bimbi poveri. I bimbi sono contenti, come pure Bush, che ha dichiarato: se muoiono già ora non possiamo mandarli a combattere le guerre una volta cresciuti.

Tifosi accolltellati.

12 Dicembre, 2007

Notizia Ansa: Cinque tifosi inglesi e uno italiano sono stati accoltellati, sembra in modo lieve, nella zona attorno allo stadio Olimpico a Roma. Lo stadio ospitera’ fra poco l’incontro di Champions tra Roma e Manchester United. Se Roma-Manchester finisce 5-1 c’è pure la beffa.

Recentemente il Vaticano si è espresso contro la pedofilia e gli abusi sui bambini che vengono fatti in tutto il mondo.
Si vede che iniziano ad avere paura della concorrenza.

Ecco l’articolo del Gazettino di sabato scorso, dopo la manifestazione a Vicenza, alla quale ovviamente anche il sottoscritto ha partecipato, contro la costruzione della nuova base americana al Dal Molin. Sono stato intervistato da una giovane giornalista che aveva studiato alla facoltà di Lettere a Padova. Ed ecco puntuale l’articolo del giorno dopo, e mi dedicano addirittura il titolo. Uao.

Studenti in fila, ma qualcuno si lamenta
«Troppo pochi, c’è chi se ne frega»

Di nuovo in piazza, con la stessa convinzione, anche se i numeri non erano quelli attesi e le bandiere stampate hanno spesso sostituito gli striscioni creativi fatti in casa. Uno dei fronti della mobilitazione che ha chiuso la tre giorni di protesta contro la base americana, ha coinvolto gli studenti delle superiori, tra i quali si è “infiltrato” anche qualche universitario e degli adulti. Erano circa cinquecento i giovani che si sono messi in marcia alla volta dell’aeroporto per supportare la nascita del “nuovo parco pubblico comunale”.
La manifestazione andata in scena ieri ha coinciso con il primo sabato dall’inizio della scuola, giorno in cui - a detta di molti - gli studenti sono difficilmente “governabili”: possibile dunque che di fronte alle alternative di partecipare alla protesta o di presentarsi sui banchi, non pochi abbiano scelto di restare direttamente a casa. «Ma - avverte Alvise Ferronato dei Giovani Comunisti - il movimento contro il Dal Molin non si è depotenziato. È corsa voce che questa fosse una manifestazione fatta per “bruciare”, ma non è così. Coloro che vi hanno partecipato sono tutti convinti delle loro idee. Anzi, in questa città e in noi studenti qualcosa si è svegliato da quando esiste il problema Dal Molin».
Gli studenti si sono dati appuntamento davanti al piazzale della stazione già prima delle previste 9.30. A dare man forte ai vicentini sono arrivate anche decine di giovani da Padova, Venezia e Milano. Alcuni padovani si sono resi protagonisti di un momento di attrito con il personale di Trenitalia: il treno delle 8.27 da Padova è rimasto bloccato nella città del Santo per alcuni minuti, perchè i manifestanti reclamavano un biglietto agevolato. Poco “colorato”, invece, il corredo coreografico del corteo studentesco, fatta eccezione per qualche tamburo, alcune bandiere e pochi striscioni, tutti privi di sigle, perchè «quella del Dal Molin è una questione di interesse traversale».
«Sono trascorsi quasi sette mesi dall’ultima grande mobilitazione e da allora - spiega Michele Carollo dell’Unione degli studenti di Vicenza - c’è più rabbia in noi, perchè non ci hanno ascoltati». Sulla stessa lunghezza d’onda è Giacomo Trevisan del Coordinamento studentesco, che fa anche notare: «Siamo riusciti a portare gente nuova, tanti studenti di prima superiore».
Motivazioni a parte, anche i numeri hanno il loro peso, come fa notare il vicentino Mateo Cili: «Mi aspettavo molti più ragazzi, tra i giovani c’è molto menefreghismo». Mischiata agli studenti c’era anche Maria Teresa di Vicenza, una mamma che ha accompagnato i figli, Alessandro 10 anni e Fabio 17: «Per loro è una gran bella esperienza, considerando che il clima della protesta è sempre stato pacifico». Come pacifico è stato l’arrivo a destinazione, dove gli studenti, da oltre la recinzione, hanno applaudito l’operazione di giardinaggio che ha visto i rappresentanti dei comitati No Dal Molin piantare decine di alberi.

Laura Pilastro

Il bello però è che quella frase io non ricordo di averla detta così, anzi. Avevo detto qualcosa come: “Mi aspettavo più persone ma evidentemente i giovanissimi delle scuole superiori non hanno ancora capito l’importanza di queste manifestazioni e le conseguenze che avrebbe la costruzione della nuova base a Vicenza.” E avevo anche parlato a lungo di altre cose importanti, dato che mi ha rivolto molte domande. Comunque sia, invece di scrivere la seconda parte della mia frase, hanno scritto la prima. E hanno dato una linea stranissima all’articolo. Invece di parlare di più della bellissima iniziativa simbolica di piantare 150 (centocinquanta, non “decine”, il numero era chiaro e gliel’ho anche detto) alberi per esprimere la volontà di trasformare quella terra in un parco verde, hanno insistito solo sui numeri, asserendo che eravamo “circa cinquecento”.

Questo è un esempio, per chi vuol fare il giornalista, da seguire alla lettera. Manipolate tutto quello che vi viene detto, così da plasmarle l’argomento dell’articolo a vostro piacimento. Solo così l’Italia riuscirà ad arrivare a livello del Turkmenistan come libertà di stampa.

Protesta dei tabaccai dopo che la giustizia divina ha trionfato. Vogliono i margini di guadagno delle ricariche, poverini, sono persino disposti a non vendere i tagli inferiori ai 10 euro se non ci si mette sul tavolo delle trattative. Dal lato nostro, noi consumatori siamo solidali con questi poveracci che ora moriranno di fame: i nostri ultimi due euro sul cellulare li spenderemo con molta umiltè.

Recentissima la notizia: la polizia si equipaggia di 25 mila nuovi spray al peperoncino. Vergognosa protesta davanti al Viminale, dove una ventina di agenti in servizio a Napoli hanno chesto a gran voce anche due etti di pasta Barilla per ciascuno.

Da un’idea nata in una giornata di relax, un po’ per caso, un po’ per passione, io e la mia bella abbiamo deciso di tuffarci in quest’avventura: creare design per magliette, borse, cappellini, mugs e quant’altro… le idee ci sono, la voglia anche. Il risultato, potete vederlo crescere su www.immigrantcat.com, il negozio online che a breve verrà implementato per permettere a tutti di godere delle stravaganti idee cazzose di MJ. Col tempo il tutto diventerà, si spera, qualcosa che possa permetterci almeno di mangiare una pizza al ristorante una volta al mese. Come vedete siamo modesti e non ci lamentiamo di nulla. Ci risentiamo tra qualche mese, dunque. Nel frattempo, tenete sempre d’occhio il sito, novità fantasiose arriveranno.

Il blog negli ultimi tempi sta registrando un notevole aumento di visite. Alla vigilia degli oltre 7000 visitatori che ogni giorno ci seguono, vogliamo solo porgere un ringraziamento e continuare ad offrirvi contenuti interessanti che stimolino l’intelligenza e la creatività. Da notare la nuova veste grafica, rinnovata e ancor più gradevole alla vista.

Ovviamente spingiamo affinché chiunque di voi avesse qualcosa da dire di meritevole, ci scriva. Dal canto nostro provvederemo a pubblicare qui nel blog ciò che ci manderete. Forza allora, loggioneonline@libero.it, per ogni riflessione, pensiero o altro. Perché siamo tutti un po’ cazzoni.

Ebbene sì, ci saranno anche loro, dopo una decina d’anni che non si vedevano in Italia, il glorioso gruppo tedesco capeggiato da Klaus Meine approderà il 2 giugno all’idroscalo di Milano, per il Gods of Metal, l’evento dell’anno per gli appassionati di questo genere. Se fossi un giornalistino del cazzo inizierei così questo post. Dato che non lo sono, dico solo che il fottuto biglietto, solo per una giornata, costa 62.5 maledetti euro. Ma sticazzi! E poi il viaggio, ammesso che uno riesca a beccare due interegionali sia all’andata che al ritorno, è comunque di almeno 18.8 euro. Ammesso anche che uno faccia il punkabbestia e si porti panini e birrozze da casa, con meno di 80 euro non se la cava mica. Diamine.

Mastrogiacomo libero.

21 Marzo, 2007

Chissà perché, e non solo in Italia, quando una notizia è buona, per quanto obiettivamente piccola sia, rimbalza da tutte le parti e non si parla d’altro. Anche in questo caso: come a voler far vedere che, ecco, abbiamo salvato un uomo dalle fauci dei cattivi. Sì, un uomo. Quando, invece, proprio in quelle zone mediorientali, di persone ne muoiono a decine ogni giorno, qualche telegiornale ogni tanto comunica distrattamente la notizia tra un servizio di cani abbandonati e uno di tette rifatte. Solo fumo negli occhi, per l’ennesima volta.