Ieri siamo stati rimproverati dalla presidente del corso di laurea, Flavia Ursini, perché l’altro giorno eravamo solamente un centinaio a seguire il corso di Teoria della letteratura, del quale nessuno sapeva l’esistenza: non c’era nell’orario, non c’era nel sito, e nella mailing list che ci dovrebbe informare su queste cose a molti la mail non è arrivata. Una buona media, no?

Perso nei meandri di un hard disk, ecco la seconda stronzata del Loggione.

Insomma, qui alla Facoltà di Lettere non brillano certo per intelligenza.
Però ora infieriscono, eh.

Storia del giornalismo: Lunedì, 12.30-14. 15
Teorie e tecniche dei nuovi Media: Lunedì, 12.30-14.15

Va bene io, che ho il dono dell’ubiquità, ma gli altri come faranno?

Ebbene, oggi alle 19.30 al Cus di Padova in via Jacopo Corrado, si svolgerà la prima, tanto attesa, partita ufficiale degli Angry Communicators. Per l’occasione abbiamo voluto fare gli sboroni. Chi volesse venire a vederci, ma soprattutto, bere con noi dopo la partita al bar del Cus, è il benvenuto.

Devo dire che come ritorno è stato niente male. Era più d’un mese che mancavo dalla vita universitaria, diciamo dall’inizio del secondo semestre. La vendetta è stata delle migliori, per molti motivi.
Non solo questo corso è cazzuto, ma il nostro professore, Stefano Ferrio, è anch’egli cazzutissimo. Diciamo, per dare una vaga idea, che con l’arnese ci scava i tunnel come Charles Bronson ne La Grande Fuga. Sa fare il professore universitario, insomma, che non è una cosa scontata al giorno d’oggi, proprio per nulla.

Un breve giro di messaggi dai miei colleghi dell’università e vengo a sapere di questa cosa. Un paio di click e trovo la notizia. Non mi par vero. Ma che Italia del cazzo.

Islam tricolore/ Condannato Stefano Allievi
”Sono sorpreso e sconcertato per la condanna che ho appreso tramite i mezzi d’informazione. Da vent’anni mi occupo di questioni islamiche e ho sempre favorito una visione pluralistica dell’islam e dei musulmani”, è la prima reazione del professor Stefano Allievi, 48 anni, docente universitario della Facoltà di Sociologia dell’Università di Padova e tra i massimi esperti dell’islam italiano ed europeo, condannato dal giudice monocratico del Tribunale di Mondovì, Simonetta Boccaccio a sei mesi di reclusione per diffamazione aggravata a mezzo stampa ai danni di Adel Smith, presidente dell’Unione Musulmani italiani.

Numerosi attestati di solidarietà e sconcerto gli sono arrivati dai partecipanti al seminario ‘Dare voce ai musulmani democratici’ in corso a Napoli a partire dai musulmani presenti al convegno. Tra i firmatari di una dichiarazione congiunta di solidarietà Yahya Pallavicini, segretario generale della COREIS (Comunità Religiosa Islamica), Osama al-Saghir (membro della Consulta giovanile interreligiosa), Hamza Piccardo, portavoce dell’UCOII (Unione delle Comunità ed Organizzazioni Islamiche in Italia) e Mohamed Saady (membro della Consulta per l’islam italiano).
Tra gli altri firmatari i docenti universitari Massimo Campanini, Paolo Branca, Fabio Petito, Enzo Pace, Claudio Lojacono, Gennaro Gervasio e Giancarlo Bosetti.

Fonte: http://canali.libero.it/affaritaliani/cronache/islam2402.html
Non ho saputo nient’altro. per ora. Eventuali novità saranno comunicate. Comunque, Adel Smith, per intenderci, è quello che chiedeva di togliere i crocifissi dalle aule, quello che è stato aggredito in diretta tv, quello che ha creato dal nulla l’Unione Musulmani d’Italia, quello che ha fatto querele a raffica, una persino contro anche la Fallaci.

Insomma, credo che da piccolo, a scuola, quando avrà chiesto ad un suo compagno: “Scusa, mi presteresti la gomma da cancellare?” si sarà visto rispondere: “Ciucciami il cazzo!“. Sarà rimasto traumatizzato da allora.

A nome del Loggione, del corso si laurea nonché della facoltà di Lettere tutta, esprimo la mia totale solidarietà al professore, il quale sicuramente ricorrendo in appello arginerà questa ennesima figura di merda della giustizia italiana.

Imparare dai più bravi.

18 Febbraio, 2007

Ecco come si fa un sito, e non ci vuole nemmeno tanto sforzo, eh. Imparate, cazzoni di unipd.

http://www.comunicazione.uniroma1.it

Guidolin colpisce ancora.

11 Febbraio, 2007

Ormai c’è gente disposta a prendersi anche una randellata nei coglioni pur di fare bella figura all’esame di Teorie e tecniche dei nuovi media. Questo professore dev’essere veramente bravo allora.
Ricordate tutti Marco, il ragazzo dell’Australia, pubblicato nel numero 1 del Loggione? Ebbene il suo blog era solamente un esperimento (ma che fantasia questi ragazzi) facente parte integrante della valutazione della prova del professor Guidolin. A quanto dice lui, i fatti riportati sul suo blog sono veri, solamente spostati temporalmente di 5 anni. Voleva dimostrare che su internet ognuno ci può scrivere ciò che gli pare e la gente ci casca. Ma, carissimo, è così anche nella vita reale. Bravo comunque, un 27 tutto meritatissimo, eh.

Ricordiamo quindi il teorema di Thomas, tanto caro al professor Allievi:
Se gli uomini definiscono reali certe situazioni, esse saranno reali nelle loro conseguenze.